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Profumo di… glamour

Il profumo è da secoli uno strumento di seduzione, una ciliegia sulla torta del fascino di ogni donna: ce ne sono alcuni che, nella storia, hanno lasciato il segno. Scopriamone alcuni insieme, siamo certi che resterai affascinata dal fragrante mondo delle essenze.

 

Il profumo nella storia

 

Pare che la più antica fabbrica di profumi del Mediterraneo risalga addirittura al XX secolo a.C. e la sua patria è l’isola di Cipro. Nell’antichità il profumo veniva usato per rituali e per omaggio agli dei, ma ben presto divenne un prodotto per la cura del corpo.

 

Le tecniche di distillazione delle essenze sono, ad oggi, molto simili a quelle applicate per la distillazione dei liquori. Del resto, come probabilmente sai, anche le fragranze che vaporizziamo oggi su collo e polsi contengono una certa percentuale di alcol.

 

Profumo: un cult senza tempo

 

Tra tutte le dive di Hollywood che ci sono rimaste nel cuore, quale ha dichiarato di avere come pigiama “due gocce di Chanel n°5?” Esatto, proprio lei: la favolosa Marilyn Monroe. La sua dichiarazione ha reso questa fragranza, anche a distanza di decenni, la più venduta di sempre (un marketing pazzesco quello di Marilyn, vero?)

 

Un’altra fragranza intramontabile è sicuramente Anaïs Anaïs di Cacharel, con le sue note romantiche e femminili, avvolge la donna conferendole un fascino unico. Ha spopolato negli anni 70 e, ne siamo sicuri, è stato un “must have” di tutte le donne di classe di quella decade.

 

Infine Yves Saint Laurent, ben più di 35 anni fa, ha lanciato Opium: impossibile non innamorarsi di una fragranza così intensa e dolce. Nonostante lo scalpore scatenato per il suo nome, ancora oggi è tra i prodotti più venduti del suo campo.

 

La piramide olfattiva

Un profumo è composto da tre tipi di note:

1) Le note di fondo sono le più persistenti, quelle che possono durare anche per giorni, infatti evaporano molto lentamente. Quel sentore che rimane nell’aria è proprio l’elemento che ti fa innamorare di un profumo.

2) Le note di cuore, invece, sono iù potenti di quelle di testa ma evaporano più velocemente. Costituiscono la percezione di quella “scia” che si lascia una persona alle spalle quando cammina.

3) Infine, le note di testa sono fresche, leggere e poco persistenti. Proprio la loro durata, così effimera, fa nascere la voglia di annusare ancora, di scoprire il cuore del profumo: questa fase di nebulizzazione  è conosciuta come “il volo del profumo”.

 

 

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